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F come Fortaleza


Anche se i suoi oltre 200 milioni di abitanti rendono il Brasile il quinto paese più popoloso del mondo, complessivamente il Brasile ha una bassa densità di popolazione. Questo perché la maggior parte della popolazione è concentrata lungo la costa, mentre nell'entroterra il paese è relativamente poco abitato, soprattutto in virtù della presenza della foresta amazzonica. La lingua ufficiale è il portoghese. La religione più seguita è il cattolicesimo, il che fa sì che il Brasile sia lo stato con il maggior numero di cattolici al mondo[7], seguita da una crescita notevole del pentecostalismo. La società brasiliana è considerata una società multietnica, essendo formata dai discendenti di europei, indigeni, africani e asiatici.


La nostra ambasciatrice Rosa Maria ci porta in Brasile con il quindim.

Ingredienti (per 6 quindim):

  • 6 tuorli d'uovo 
  • 2 uova intere 
  • 40 gr. di burro fuso 
  • 150 gr. di cocco grattugiato 
  • 120 gr. di zucchero
  • la scorza grattugiata di un limone verde 
  • 1 cucchiaio di succo di limone verde

Preparazione:
Montate i tuorli d'uovo e le due uova intere con lo zucchero finché non saranno gonfie e ben chiare. Aggiungete il cocco grattugiato, che avrete precedentemente bagnato per idratarlo, il burro fuso e la scorza e il succo di limone. Sbattete ancora per un paio di minuti e lasciare il composto riposare, coperto da un canovaccio, per un quarto d'ora. Preparate gli stampini monoporzione, o un piccolo stampo da ciambella che viene chiamato "quindão", ungendoli con burro fuso e cospargendoli di zucchero, in modo tale che quando sformerete i quindins scivoleranno facilmente senza rompersi. Sistemate gli stampini in una pentola capiente, versate acqua bollente immergendoli per 2/3 e cuocerli in forno caldo a 180° per circa 50 minuti o finché uno stecchino infilato nel centro non uscirà completamente pulito. Prelevate gli stampini dall'acqua, fateli raffreddare per una mezz'ora, poi delicatamente sformare i quindins e decorare con scorzette di limone.



In Brasile abbiamo cucinato per voi e mangiato per noi, i seguenti piatti:
Adeus

F come Frikadeller

[English version | Versión en español]

La ricetta dei Frikadeller della nostra ambasciatrice Leonilde:

Ingredienti:
  • 500 gr. di carne di maiale macinata
  • 80 gr. di pan grattato
  • 1 cipolla
  • 2 uova
  • una birra chiara da 33 cl
  • 50 gr. di burro
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 1 cucchiaio di olio di oliva 
  • il succo di un limone 
  • cannella in polvere q.b.
  • noce moscata in polvere q.b.  
Preparazione:
Tritate la cipolla e fatela cuocere in padella con l'olio d'oliva per 15 min circa, finchè non diventa morbida. Lasciatela intiepidire. In una ciotola, mescolate la carne il sale, il pepe, la noce moscata, la cannella, le uova e il pangrattato, amalgamate bene quindi aggiungete la cipolla. Mescolate ancora e lasciate riposare per una decina di minuti. 
Prearate delle palline di carne prelevando piccole quantità di impasto passandole fra le mani per darle una forma tonda, poi passatele nella farina. Nel frattempo, fate sciogliere il burro in una padella, mettete le polpettine a rosolare, prima da un lato poi dall'altro, aggiungete la birra e il succo di limone. Appena evapora il sugo e forma una cremina con il fondo di cottura, le fikadellr sono pronte. Accompagnatele con patate bollite!


Nel nostro viaggio culinario tra i paesi della Comunità Europea i Frikadeller rappresentano la Danimarca.
La Danimarca, ufficialmente Regno Unito di Danimarca, è uno Stato membro dell'Unione europea e lo Stato più piccolo e più meridionale della Scandinavia. Si trova a nord della Germania, stretto del Falster, a sud-ovest della Svezia e a sud della Norvegia. La capitale è Copenaghen.



Le ricette della Danimarca dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea (in rigoroso ordine alfabetico):
Farvel!

F come Foligno


Foligno è un comune italiano di 58.106 abitanti della provincia di Perugia in Umbria.


Foligno viene definita, per antica tradizione, il "centro del mondo" o, in fulginate, "lu centru de lu munnu". Foligno si trova infatti, secondo la tradizione, al centro della penisola italiana, a sua volta al centro dell'Europa e del Mediterraneo, che anticamente era considerato il centro del mondo. In particolare tale punto si identificava, nei decenni passati, con il birillo centrale del biliardo centrale dello storico "Caffé Sassovivo" in Corso Cavour ed è oggi segnalato solamente da un cristallo incastonato nel pavimento di una banca che si trova al posto dello scomparso caffè. 
[Fonte Wikipedia]

[Foto dal blog Briciole]

Le ricette di Foligno e dell'Umbria della nostra letterina Cristina (La cucina di Cristina):
Sono stati virtualmente con noi in Umbria (in rigoroso ordine alfabetico):

F come Farinata e Fainé

Foto dal blog: CookingStefy

«Era una triste giornata d'inverno e io, appoggiato alla spalletta del ponte Verde, guardavo cupo lacqua torbida del fiume. Avevo ventitré anni, avevo letto tutti i russi, mi sentivo maledetto, sognatore e fatalista e guardavo alla vita come fosse cosa daltri, con sublime noncuranza. Però, nei riguardi della farinata di ceci, esageravo».
Farinata? Cosa ne sa un parmense della farinata di ceci? Le ricette viaggiano lungo le strade seguendo le storie degli uomini che sono costretti, a volte, a cambiare paese, a viaggiare, a incontrarsi– e Giovannino, di paesi ne vide tanti e in Liguria c'era stato Ma torniamo alla farinata: di cosa si tratta? La sua storia è quasi antica come quella della terra nella quale si cucina e pare risalga a più di 2000 anni fa, ma esiste una leggenda significativa secondo la quale questo delizioso piatto ligure è nato nel 1284, per puro caso, a seguito della vittoria di Genova su Pisa. Al ritorno dalla battaglia, le navi genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta. Alcuni barili d'olio e i contenitori della farina di ceci si rovesciarono bagnandosi con l’acqua di mare. A causa delle ristrettezze cui erano soggetti i marinai, fu recuperato tutto il possibile e il miscuglio di farina, olio e acqua, messo ad asciugare al sole, diede origine a una pastella che i genovesi trovarono buonissima e, per scherno agli scon? tti, chiamarono «loro di Pisa». Col passare del tempo, i nomi della farinata si sono moltiplicati, per cui ogni paese ha il suo. Nel Ponente ligure, in provincia di Imperia, si chiama «frisciolata», a Ventimiglia, ai confini con la Francia, si chiama «socca», ad Alassio «turta» mentre a Savona «turtellassu».
Anche le ricette presentano delle varianti: verso Ponente esiste un tipo di farinata alla quale si aggiungono delle foglie di boragine, il rosmarino o lorigano; a Voltri c'è la farinata con i bianchetti, ad Albisola quella con i carciofi, con la salsiccia o con lo stracchino; quella col prezzemolo si può trovare ad Albenga, ad Imperia quella con i germogli di cipolla, mentre a Sestri Ponente quella con la zucca.

Farinata MuVarA:
Cucinano con noi (in rigoroso ordine alfabetico):