Visualizzazione post con etichetta P. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta P. Mostra tutti i post

P di Port Moresby


La Papua Nuova Guinea (detta anche Papuasia, desueto) è uno stato indipendente dell'Oceania nell'ambito del Commonwealth dal 16 settembre 1975. Costituita dalla parte orientale dell'isola della Nuova Guinea e da una serie di isole appartenenti all'arcipelago di Bismarck (tra cui la Nuova Britannia, la Nuova Irlanda e Bougainville), fa parte della cosiddetta Oceania vicina, e confina solo a ovest con l'Indonesia. È bagnata dall'oceano Pacifico.


La nostra ambasciatrice Aiu' ci porta in Papua Nuova Guinea con il chicken pot.

Ingredienti:
  • 1 pollo intero tagliato a pezzi
  • 1 patata americana grande
  • 1 cipolla verde media
  • qualche fetta di zucca
  • 2 pannocchie
  • 2-3 barattoli di latte di cocco
  • un po' di olio
  • sale
  • curry
Preparazione:
Mettete pochissimo olio sul fondo di un tegame e ponetevi sopra i pezzi di pollo. Coprite la patata a fette, quindi con la cipolla a fette, poi con la zucca a fette e infine con la pannocchia privata delle foglie e tagliata a pezzi. Coprite con il latte di cocco, ponete sul fuoco, fate arrivare a ebollizione, coprite col coperchio, abbassate la fiamma e fate cuocere per 30-40 minuti a fuoco lentissimo. Trascorso questo tempo, salate, condite col curry, mischiate e togliete dal fuoco.


In Papua Nuova Guinea abbiamo cucinato per voi e mangiato per noi le seguenti ricette:
Bye bye!

P come Paella

[English version | Versión en español]

La ricetta della paella della nostra ambasciatrice Francesca:

Ingredienti (per 6 persone):
  • 600 g riso arborio 
  • 6 scampi 
  • 6 gamberi 
  • 2 kg di cozze 
  • 1 kg di vongole 
  • 3 calamari piccoli 
  • 6 fusi di pollo 
  • 3 salsicce 
  •  300 g di piselli
  • 4 pomodori piccoli
  • 100 g di fagiolini piatti 
  • 2 peperoni rossi
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 bustine di zafferano
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 1 limone
  • 1/2 bicchiere d'olio
Preparazione:
Fate spurgare le vongole tenendole a bagno in acqua salata per circa un'ora. Pulite le cozze, gli scampi, i gamberi e i calamari. Tagliate i calamari ad anelli. Lavate i peperoni e tagliateli a falde (larghezza circa 1 cm). Lavate fagiolini e tagliateli a pezzetti. Pulite i pomodori e tagliateli a cubetti.
In una ciotola unite i pomodori all'aglio tritato e alla paprika dolce e mettete da parte.
Lavate il limone e tagliatelo in sei spicchi. Tagliate la salsiccia a pezzetti e togliete la pelle ai fusi di pollo. 
In una pentola capiente fate aprire le cozze e le vongole a fuoco vivo. Filtrate il liquido che avranno rilasciato e tenetelo da parte. Sgusciate le cozze tranne una decina tra le più grandi che serviranno per la guarnizione. Unite al liquido dei mitili tanta acqua quanta ne servirà per avere un brodo in quantità tale da essere circa tre volte la quantità del riso. Non aggiungete sale perché l'acqua dei mitili è già piuttosto salata. Mettete una grande padella sul fuoco, versatevi l'olio e fate soffriggere i peperoni finché non siano rosolati. Mettete da parte.
Fate poi cuocere i gamberi e gli scampi molto velocemente (basteranno un paio di minuti) e metteteli da parte.
Fate cuocere il pollo e la salsiccia finché non saranno dorati, quindi aggiungete i pomodori e i fagiolini. Fate cuocere per circa 5 minuti sempre mescolando, unite poi i piselli e un bicchiere d'acqua. Quando l'acqua si sarà consumata, aggiungete il riso e il brodo (tenendone da parte una tazzina che servirà per stemperare lo zafferano), amalgamate bene tutti gli ingredienti e non mescolate più il riso durante la cottura.
Quasi a fine cottura aggiungete i calamari, le cozze (tranne quelle con il mezzo guscio), le vongole e lo zafferano. Quando tutto il liquido si sarà consumato, il riso sarà cotto.
Disponete sopra al riso i gamberi, gli scampi, le falde di peperone, le cozze con il mezzo guscio e gli spicchi di limone.


Nel nostro viaggio culinario per i paesi della Comunità Europea, la paella rappresenta la Spagna:
La Spagna, ufficialmente Regno di Spagna, è uno stato democratico, membro dell’Unione Europea (dal 1º gennaio 1986) e della NATO (dal 1982). È organizzato sotto forma di monarchia parlamentare. Situato nell’Europa sud-occidentale, insieme con il Portogallo, Andorra e Gibilterra, forma la penisola iberica.



Le ricette della Spagna dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea (in rigoroso ordine alfabetico):


Adiós

P come Pavia


Pavia è un comune italiano di 71.120 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.


Le origini antiche e un passato di grande importanza hanno lasciato a Pavia un patrimonio artistico notevole. Tra le attrazioni turistiche principali ci sono: il Museo situato nel Castello Visconteo, San Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, Santa Maria del Carmine, San Michele Maggiore, San Teodoro e il famoso Ponte Coperto sul Ticino, oltre che il Palazzo Bottigella. Va inoltre segnalato, per l'architettura e per gli affreschi, il palazzo, iniziato nel 1564, che ospita l'Almo Collegio Borromeo, poco distante dal Lungoticino Sforza. A pochi chilometri dalla città è situata la Certosa di Pavia.
[Fonte Wikipedia]

[Foto dal blog: Zibaldone culinario]

Le ricette di Pavia e della Lombardia della nostra letterina Paola (Voglia di cucina...voglia di sognare...):
Il contributo della Trattoria:
Sono stati virtualmente con noi in Lombardia (in rigoroso ordine alfabetico):

P come Panpepato



Foto dal blog: Gata da plar

Lo storico Cattabiani nel suo testo “Calendario: le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno” racconta come una volta, durante il “giorno del pane”, ovvero la vigilia del Natale, in Italia si mangiavano dolci semplici, a base di acqua e farina, arricchiti a volte con frutta secca, frutta candita e con aromi e spezie, che, per il loro ridotto contenuto di grassi, potevano essere consumati anche nei giorni di magro.
Il “Pampapato di Ferrara”, rientra, appunto, in questa tradizione, prima medioevale e poi rinascimentale, di preparare i cosiddetti “pani dolci arricchiti” o “pani speziati” in occasione delle festività natalizie.
I “pani arricchiti” con la stessa tipologia di ingredienti si riscontrano un po’ in tutte le regioni italiane, sebbene con alcune varianti. Alcuni di essi si sono affermati più di altri, e tra questi possiamo menzionare il Panforte di Siena, il Pangiallo a Roma, il Pandolce (o Pan del Duca) a Genova, il Panviso di Bari ed il Pampapato di Ferrara.

Panpepato MuVarA:
Partecipano con noi (in rigoroso ordine alfabetico):